Il percorso sui tetti del Duomo rientra tra le attività proposte dal Premio grazie al lavoro sinergico con il MUDD
C’è un punto, a circa quaranta metri d’altezza sopra le navate della Cattedrale di Napoli, da cui la città intera si mostra in un abbraccio unico: i tetti del Duomo, per secoli riservati a pochi, diventano da questa estate tappa di un percorso che unisce arte, fede e memoria. Dal 21 agosto al 13 settembre, ogni venerdì, sabato e domenica, l’itinerario «500 cupole sui tetti del Duomo» conduce i cittadini e viaggiatori nel cuore delle architetture della Cattedrale, nelle ore in cui la luce del tramonto avvolge Napoli e ne ridisegna il paesaggio.
L’esperienza sarà gratuita e accessibile su prenotazione, con due aperture serali straordinarie alle 19.00 e alle 20.00. Un’occasione per riscoprire, passo dopo passo, il significato più autentico del pellegrinaggio: un cammino che è insieme fisico e interiore, capace di trasformare la scoperta di un luogo in un’occasione di riflessione condivisa, tra le cupole del centro antico, il Golfo e il Vesuvio.
Il percorso prende forma nel cuore del Duomo di Napoli, con un primo racconto dedicato alla Cattedrale e al legame profondo che da secoli la unisce alla città. Tra le sue navate, arte, fede e storia introducono a uno dei luoghi simbolo di Napoli, custode di una memoria che continua a vivere nelle tradizioni e nella devozione della sua gente. Lungo il cammino si raggiunge la Cappella degli Illustrissimi, originariamente dedicata a San Paolo e concepita tra il 1308 e il 1320 dall’arcivescovo Umberto d’Ormont: uno spazio che custodisce due straordinari capolavori trecenteschi, l’Albero di Jesse — un grande affresco attribuito a Lello da Orvieto che racconta la genealogia di Cristo — e le Storie della Passione di Cristo, un ciclo pittorico con influenze giottesche e avignonesi dipinto sulla porticina laterale che conduce ai tetti.
Da qui l’itinerario prosegue verso l’alto, svelando passo dopo passo gli spazi più nascosti del Duomo, dove affiorano le tracce delle trasformazioni che nei secoli hanno cambiato il volto della Cattedrale, tra cui i resti della cupola quattrocentesca e la sorprendente «foresta» settecentesca, una finta volta sospesa a un sistema di travi in legno che ancora oggi sovrasta l’abside. Raggiunti i camminamenti, la prospettiva cambia e Napoli comincia a rivelarsi dall’alto: il centro storico si apre davanti agli occhi e lo sguardo si spinge fino al Golfo e al Vesuvio, tra tetti e cupole che scandiscono il paesaggio della città. Al tramonto il panorama cambia ancora, mentre la luce illumina le architetture e accompagna la città verso la sera, in uno dei momenti più suggestivi del percorso.
Questa esperienza segna una tappa fondamentale nell’ambito del progetto «MUDD – Museo Diocesano Diffuso», l’iniziativa che nasce dalla visione della Chiesa di Napoli di restituire alla città il proprio patrimonio artistico e religioso, affrontando al contempo la sfida della disoccupazione giovanile: un sogno ambizioso che coinvolge i giovani del territorio nella cura e nel racconto dei luoghi, trasformando la cultura in un’opportunità concreta di crescita per la città.