Da Beirut a Napoli, un ponte di pace

Luglio 24, 2026

Dieci giovani scout libanesi accolti nella città partenopea

C’è una città, Beirut, segnata da anni di guerra e di incertezza, e c’è una città, Napoli, che ha scelto di rispondere a quella ferita aprendo le braccia a dieci ragazzi e ragazze appena adolescenti. È il cuore di un’iniziativa partita giovedì 23 luglio, che accompagnerà un gruppo di giovanissimi scout libanesi in un percorso attraverso l’Italia, dalla Città Eterna al centro storico partenopeo, fino ai boschi di Caiazzo, dove si concluderà il 4 agosto, intrecciando accoglienza, fede e dialogo tra popoli.
I dieci giovanissimi, di età compresa tra i dieci e i quattordici anni, appartengono alla comunità maronita, la più grande Chiesa cristiana del Libano, e sono stati scelti tra le famiglie povere e sfollate a causa della guerra nelle diocesi di Antelias e Beirut. Il loro viaggio è nato da un progetto promosso insieme dall’Arciconfraternita dei Pellegrini, dal Pio Monte della Misericordia e dal Masci Napoli 2, e rappresenta, come hanno sottolineato gli stessi promotori, la prima esperienza di questo tipo mai realizzata in Italia.
Il programma ha previsto l’arrivo a Roma giovedì 23 luglio, mentre l’accoglienza ufficiale a Napoli si è svolta venerdì 24: alle 9 i ragazzi sono stati ricevuti in curia da don Gennaro Matino, e alle 9.30 al Pio Monte della Misericordia, in via dei Tribunali, dove ad attenderli sono state la sovrintendente Fabrizia Paternò, il primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini Giovanni Cacace e il magistrato Antonio Di Marco, del gruppo scout adulti del Masci Napoli 2.
«Si tratta della prima iniziativa di questo genere in Italia — ha spiegato il primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini Giovanni Cacace — e l’abbiamo lanciata lo scorso 3 giugno a margine del convegno “Guerra agli innocenti”. Prosegue così il nostro impegno per la pace, attraverso attività non solo di sensibilizzazione ma anche, concretamente, di accoglienza, nel solco del Premio Pellegrini di Pace, in rete con realtà significative del territorio come il Pio Monte della Misericordia e il Masci».
Un impegno che per il Pio Monte della Misericordia, che ha finanziato il progetto, si lega direttamente alla propria missione storica. «L’accoglienza dei ragazzi libanesi è in linea con la nostra missione di attenzione e sostegno verso le persone più fragili, in particolare i giovani — ha spiegato la sovrintendente Fabrizia Paternò —. Cerchiamo di aiutarli a crescere e a raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e degli altri educandoli alla bellezza. Per questo i giovanissimi scout ospiti sono stati accompagnati anche in una visita del nostro museo, propedeutica alle attività sociali».
Nella tarda mattinata di venerdì 24 luglio i piccoli scout libanesi si sono uniti ai circa cento ragazzi del centro storico che partecipano alle attività del campo estivo gestito da Asso.Gio.Ca. nel Giardino degli Scalzi, lo spazio di Materdei restituito alla legalità dall’Arciconfraternita dei Pellegrini e oggi dedicato ad attività educative e ricreative. Fino a domenica 26 luglio i ragazzi, ospitati presso la Parrocchia di Sant’Anna di Palazzo, stanno scoprendo Napoli attraverso visite ai suoi luoghi più caratteristici; partiranno poi alla volta di Caiazzo, dove parteciperanno al campo scientifico con gli scout del Masci fino al 4 agosto 2026.
A raccontare il significato più profondo dell’esperienza è stato Antonio Di Marco, del gruppo Masci Napoli 2: «È una grande opportunità di fratellanza e di scambio interculturale — ha spiegato — e la prima volta in Italia che la solidarietà tra cattolici porta ad accogliere bambini e ragazzi per attività ricreative. Per loro sarà sicuramente importante stare un po’ lontani da un ambiente di tensione continua e di isolamento geografico e culturale, attraverso un’esperienza di condivisione e di accoglienza, che vivranno con la massima serenità possibile».
Dietro l’organizzazione di campi, visite e attività, l’iniziativa promossa da Arciconfraternita dei Pellegrini, Pio Monte della Misericordia e Masci Napoli 2 racchiude un significato che va oltre l’accoglienza materiale: è un gesto di pace concreta, capace di trasformare il dialogo tra comunità e culture diverse in un’esperienza reale e condivisa, e di restituire, anche solo per qualche settimana, un orizzonte di serenità a chi ha conosciuto la guerra fin da bambino.

Notizie recenti

Un cammino di pace sopra Napoli

Grande partecipazione a Piazza Dante per le “Serate di Nomadelfia”

A Napoli l’incontro tra due volti della pace

Tornano le “Serate di Nomadelfia”: un messaggio di fraternità e gioia