Il coordinatore del Premio riflette sul significato del riconoscimento assegnato alla regista tunisina.
«David Grossman e Kaouther Ben Hania appartengono a mondi e linguaggi diversi, ma sono uniti dalla stessa scelta: non tacere». Con queste parole mons. Gennaro Matino, provicario dell’Arcidiocesi di Napoli e coordinatore del Premio Pellegrini di Pace, descrive il senso profondo del riconoscimento.
Per Matino, il Premio nasce per valorizzare donne e uomini che, attraverso arte, cultura e testimonianza civile, costruiscono ponti dove altri innalzano muri. Un messaggio particolarmente significativo in un tempo segnato da guerre e tensioni internazionali.